Last Update:
15/08/2011
 


Home



GRANDE GUERRA
GREAT WAR

SERVIZI FOTOGRAFICI

Fronte Alpino

Strafexpedition
Primavera 1916

Caporetto
1917

Comando I Armata

Premiazione Alpini

U.S. Army in Italy

Altogarda - Pasubio

Gabriele D'Annunzio
Volo su Vienna

Vittorio Emanuele III
Il Re in visita al fronte

U.S. Army Col. Wallace

Volantini su Trento
3 Novembre 1918

Verso Trento
3 Novembre 1918


Orari ferroviari
1918


Curiosità varie


DIVISE
UNIFORMS

Dai moti del 1848
all'unità d'Italia


Giuseppe Garibaldi

1900

1900-1918

1920-1934

Italiani in camicia nera
[P.N.F.] - [M.V.S.N.]
[O.N.B.] - [G.I.L.]
[G.U.F.] - [O.N.D.]
[Alessandro Pavolini]


1934-1940

1940-1943



1943-1945

Il Fornte Russo
[C.S.I.R.]
[Arm.I.R.]


« "Tridentina", avanti! »

Marinai

Operation petticoat

Vittorio Emanuele III

Winston Churchill

Douglas Bader

Dwight Eisenhower

Bernard Montgomery

Benito mussolini

Adolf Hitler

Joseph Goebbels

Generale Erwin Rommel

Generale Patton

Dopoguerra
[Esercito Italiano]


Dopoguerra
[Totò]
[Don Camillo]
[Il giro del mondo in 80 giorni]
[John Wayne]
[Alberto Sordi]
[Don Matteo]
[Luciano Pavarotti]
[Steve McQueen]

Ritorno al futuro







Creative Commons License
Uniformi in guerra e pace
by
F.lli Sgaggero
is licensed under a
Creative Commons.





Privacy Policy

DOPOGUERRA

Esercito Italiano.



PAG. 1/14

Precedente
Precedente
Home
Indice
Successiva
Successiva




"La monarchia deve essere un punto d'incontro in una nazione per tutti i cittadini, per tutti gli interessi, per tutte le idee, anche le più diverse; deve essere un punto di riunione per tutti, perciò non può essere, rappresentare un partito.

La guerra però aveva diviso il paese in due parti: nel nord c'era la Resistenza e nel sud combatterono le forze regolari dello stato, e tutte quante per lo stesso ideale. Quelli che combattevano combattevano per la libertà; quelli che morirono, e nel nord e nel sud, morirono tutti per lo stesso ideale.
Io nella mia posizione, abbastanza difficile soprattutto da quando divenni luogotenente del regno, seguii con passione questa lotta di liberazione. Avevo incominciato partecipando alla battaglia di Montelungo, ma durante la seconda parte ebbi molte difficoltà ad accompagnare questa lotta, questa guerra, e per la mia stessa posizione di luogotenente del regno, e anche, lo posso dire, per la presenza in Italia delle armate anglo-americane e dei loro alleati e per la presenza delle commissioni anglo-americane; e tutto questo non facilitò la mia opera, non mi permise di fare forse quello che avrei potuto fare in più. Ma in ogni modo questo fa parte della storia.

La frazione fra il nord e il sud ebbe molta influenza nel referendum istituzionale del 2 e 3 giugno del 1946. Circa quella consultazione, fra l'altro, io ho sempre fatto le più ampie riserve sul modo in cui era stata preparata e sul modo in cui è stata eseguita. Un referendum, che è tipicamente una cosa democratica e una azione democratica, deve essere preparato ed eseguito nella massima libertà; senza intimidazioni, senza minacce, senza violenze; questo purtroppo non fu il clima, soprattutto nel nord dell'Italia, in quel momento. Voglio anche ricordare che per questo referendum non votarono più di 250.000 prigionieri, non votarono migliaia di sfollati dalle varie provincie per ragioni di guerra, non votarono le provincie della Venezia Giulia, non votò la provincia di Bolzano. Nonostante questo fu deciso il referendum: i dati ufficiali di allora diedero il voto contrario per la monarchia, con un 48% di voti favorevoli.

È diffìcile dare un giudizio su un periodo di avvenimenti veramente molto complicati. Io voglio lasciare questo giudizio agli storici, agli storici che, come Renzo de Felice, Giorgio Amendola anche ultimamente, mano a mano, gradualmente si sono ricreduti, hanno rivisto molte delle loro posizioni.

Gli eventi e del tempo di Carlo Alberto e del tempo mio ci hanno portato tutti e due qui in Portogallo, in questo paese che ci ha accolto veramente con molto affetto e con molta simpatia. Il mio trisavolo ha vissuto qui solo tre mesi, io trent'anni...

Cosa mi manca di più? Il mio paese."

Cascais, giugno 1976.

Testo tratto da: Casa Savoia. Diario di una monarchia.
Maria Gabriella di Savoia - Romano Bracalini.
Arnoldo Mondadori Editore.

Umberto II.


PAG. 1/14

Precedente
Precedente
Home
Indice
Successiva
Successiva



Diritti d'Autore Copyright
Questo è un sito non a scopo di lucro.
La grafica, le immagini fotografiche ed i testi sono pubblicati in questo sito solo a scopo di divulgazione culturale.
Le immagini pubblicate in questo sito non sono di pubblico dominio.
La grafica, le immagini fotografiche ed i testi pubblicati in questo sito sono protetti/e dalle leggi internazionali sul copyright.
Le fotografie non possono essere riprodotte, copiate, archiviate o manipolate senza il nostro permesso scritto.
L'uso di qualsiasi immagine come base per un'altra realizzazione fotografica o per un'altra illustrazione costituisce una violazione del copyright.
This is a no profit web site.
The graphics, images and texts are published in this site for cultural diffusion purpose only
No images appearing in this site are of Public Domain.
All graphics, photographic images and texts appearing in this site are our exclusive property and are protected from the international copyright laws.
The photographs may not be reproduced, copied, stored, or manipulated without our written permission.
Use of any image as the basis for another photographic concept or illustration is a violation of copyright.