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Caporetto

1917

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L'irreparabile accadde invece fra Tolmino e il Mrzli. Dal monte Vohdil in direzione di Gabrie (fondo valle) si era aperta una falla che sarebbe stata però anch'essa richiusa se i reparti che ci si erano infiltrati non avessero avuto modo d'unirsi a quella che era la colonna più minacciosa, cioè alle forze germaniche che, partendo da Tolmino, avevano risalito le due rive deil'Isonzo, in una larga zona pianeggiante, su due comode strade protette dalla nebbia e dalla pioggia senza incontrare resistenza perché il luogo era stato lasciato indifeso, e senza pericoli perché i cannoni del corpo d'Armata di Badoglio non sparavano. Dai costoni delle rive, i nostri soldati videro sì sfilare i tedeschi, ma credettero che fossero prigionieri. Solo più su, verso Kamno, la Medaglia d'oro tenente colonnello Piscicelli si gettò con alcuni uomini del proprio battaglione contro gli attaccanti, ma venne travolto. I tedeschi continuarono quindi la loro avanzata sempre sulle strade del fondo valle, superarono reticolati ancora da approntare e fragili e isolati reparti italiani; sinché poco dopo le 15 giunsero a Caporetto.

Intanto, altri reparti scelti, guidati dal giovane tenente Erwin Rommel (il famoso generale tedesco della seconda Guerra Mondiale) si avventuravano sulle montagne della riva destra dell'Isonzo di fronte a Tolmino. Erano grossi pattuglioni che si infiltravano fra le linee protetti dalla nebbia e dalla pioggia, piombavano alle spalle dei reparti abituati solo alla difesa frontale e poi li eliminavano. Sopraggiungeva quindi il grosso a presidiare le posizioni. Così furono messe in crisi ben quattro divisioni italiane: la 46a a nord di Tolmino e la 19a sulla riva destra dell'Isonzo a seguito delle infiltrazioni dei tedeschi; e la 43a e la 50a dislocate sulla parte settentrionale fra il monte Pleka, il monte Nero e Saga, perché appena i loro comandanti seppero che i tedeschi erano a Caporetto, diedero l'ordine di ritirarsi abbandonando posizioni importanti. Il comandante della 50a divisione venne addirittura fatto prigioniero. Nello stesso tempo un ufficiale del Genio non appena vide gli avversari fece saltare di sua iniziativa il ponte di Caporetto, per cui i reparti che stavano al di là dell'Isonzo rimasero completamente tagliati fuori.

(segue)

Ritirata verso il Piave.


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