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1934-1940

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La guerra d'Abissinia.
Mussolini desiderava annettere l'Abissinia. e cercava il consenso tacito dell'Inghilterra e della Francia, cioè finalmente l'ammissione nel « club » dei grandi. Non era un successo molto utile, ma facile e spettacolare. Sarebbe stata lavata l'« onta » di Adua. Il fascismo, in Africa, fino allora, non aveva fatto che riconquistare la Libia contro i Senussi e contro i Berberi, che l'avevano quasi interamente rioccupata durante la prima guerra mondiale. Ma ufficialmente la Libia non era mai stata perduta; fu un'impresa semisegreta, senza gloria, compiuta nell'ombra dal generale Graziani con una lunga serie di atrocità oscure. Alcuni incidenti di frontiera servirono di scusa; ma l'attacco all'Abissinia era stato deliberato prima. Ed ecco le grandi potenze, e specialmente l'Inghilterra, mostrarsi ostili; un po' per i loro interessi, un po' sotto la spinta di una parte dell'opinione pubblica, che provava per il fascismo un profondo disgusto. Chi sapeva riflettere, trovava assurdamente ritardataria una guerra per asservire un popolo africano proprio nel momento in cui apparivano i prodromi d'una rivolta dei popoli di colore. Semmai, bisognava cercare i modi convenienti per tirarsi indietro. Mussolini mostrava la propria sordità alle grandi realtà del mondo. Ma gli occorreva un successo che lo esaltasse e che umiliasse gli altri. Quando attaccò, l'Italia fu condannata dalla Lega delle Nazioni, per impulso dell'Inghilterra e del ministro Eden; e coloro che ci condannarono si impegnarono a soffocare l'impresa rifiutandole le forniture (le cosiddette « sanzioni economiche »). Stranamente, facevano eccezione i prodotti più necessari per la guerra, il petrolio e il carbone. In realtà, tutti i conservatori europei appoggiavano Mussolini in sordina vanificando ogni azione contro di lui. Lo prova il piano Hoare-Laval, che avrebbe dato a Mussolini gran parte dell'Abissinia senza colpo ferire, e che cadde in poche ore sotto la reazione indignata dell'opinione pubblica inglese; ma Mussolini stesso dichiarava che una conquista pacifica dell'Abissinia gli era indifferente. Esigeva la gloria bellica, e riuscì ad ottenerla, sebbene per un breve periodo.

...si cantava "faccetta nera".


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